Abuso sessuale: le conseguenze

abuso-sessuale-pedofiliaGli eventi traumatici violano l’autonomia del soggetto e inficiano il livello base dell’integrità corporea.
In particolare, nel caso dell’ abuso sessuale, il corpo viene invaso e ferito; pertanto, la reazione traumatica è conseguenza di situazioni in cui il soggetto non può ricorrere a un’azione per reagire (Meares, 2005).

I bambini abusati sessualmente, per fronteggiare il trauma e tollerare la paura, possono sviluppare un comportamento di ipervigilanza e di attacco-fuga. Sentono di aver subìto una violazione profonda e spesso esplodono anche in eccessi di rabbia e/o odio, che vanno a costituire la loro armatura protettiva.

Inoltre, possono manifestare una ri-attualizzazione dell’evento traumatico, cercando, appunto, di riproporlo e metterlo in atto anche con i coetanei. Questi bambini, fintanto che non riescono a elaborare il trauma, si trovano a dover gestire una vasta gamma di emozioni contrapposte: tenerezza e amore per l’abusante (se intrafamiliare), oltre a piacere fisico, che poi spesso genera colpa in questi bambini, ma anche schifo, paura e impotenza.

L’impatto con il trauma potrebbe comportare difficoltà nello sviluppo e la rottura del normale percorso di crescita del minore; rotture nell’emergere di abilità, come quelle relazionali, l’intelligenza, il coping e le capacità di problem solving, l’autoregolazione, l’autostima e la fiducia, potrebbero annullare e andare a minare la capacità di resilienza, ossia la capacità d’adattamento, di flessibilità e di resistenza a stress e ansia (Di Blasio, 2005), nonché rendere più probabile lo spostamento del ragazzo su traiettorie e percorsi di sviluppo caratterizzati da problemi comportamentali o da psicopatologia (Nader, 2008).

Finkelhor e Browne hanno individuato quattro vissuti emotivi caratteristici dell’abuso, rintracciabili nel mondo interno del bambino abusato:
1. Sentimento di impotenza: il minore sente di non aver controllo sulla propria vita. Questo sentimento si va a collegare anche a vissuti di svalutazione, negatività e degradazione dell’immagine di sé, che risulta, così, danneggiata e indebolita;
2. Sentimento di tradimento: l’adulto ha abusato, con seduzione e inganno, il corpo e la mente del minore, violandone l’intimità. Questo tradimento porta il bambino a perdere automaticamente la fiducia negli adulti e nelle loro capacità di garantire protezione e sicurezza. Inoltre, questo sentimento può legarsi a sintomi depressivi e all’iperdipendenza, dovute proprio da questa sfiducia, tipica dei bambini abusati;
3. Sentimento di stigmatizzazione: il minore si sente “diverso” e segnato per sempre. A ciò si associano anche vissuti di colpa e vergogna che non fanno che aumentare la percezione del bambino che continua così a pensare di essere mostruoso e che ciò che gli è accaduto resterà su di lui come un marchio indelebile. La perdita di autostima e la presenza di tendenze di autodistruttive vanno a costituire lo stigma negativo, che va a spiegare sintomi quali l’isolamento, la tendenza alla devianza, l’autolesionismo e la ri-vittimizzazione;
4. Sessualizzazione traumatica: l’esperienza sessuale che l’offender attua con e sul bambino risulta traumatica, in prima istanza, perché è un’esperienza non idonea in relazione all’età del minore. Inoltre, come se non bastasse, comporta comunque un’eccitazione psicofisica eccessiva e non conforme alla capacità del bambino di farvi fronte. Pertanto, ciò può generare una spinta, nel minore, verso attività sessuali compulsive, giochi sessuali e conoscenze sessuali inadeguate all’età o, al contrario, determinare un’anestesia verso esigenze fisiche naturali, portando anche a disturbi alimentari, del sonno e dei ritmi naturali.

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Più in generale, l’AACAP (American Academy of

Child and Adolescent Psychiatry) raggruppa i

possibili esiti e comportamenti a seguito dell’abuso sessuale in quattro categorie:
a) Sintomi di angoscia: paure, fobie, incubi, problemi somatici;
b) Reazioni dissociative e sintomi isterici: amnesia, sogni a occhi aperti, stati di trance, attacchi isterici;
c) Reazioni depressive: bassa autostima, comportamenti autolesivi e condotte suicidarie;
d) Disturbi del comportamento sessuale.

 

Come, inoltre, sottolinea la D’Ambrosio (2010), oltre agli indicatori classici, che abbiamo visto nello scorso articolo, possono essere indicatori anche tutti quei cambiamenti comportamentali, dall’umore ai problemi alimentari, passando anche per comportamenti/pensieri ossessivi come il lavarsi continuamente o relativi al toccare i propri genitali.

Non ho volutamente accennato al PTSD, ossia il Disturbo da Stress Post-Traumatico, perché merita di essere trattato separatamente e in maniera un po’ più dettagliata e, per questo, ne parlerò prossimamente in un articolo dedicato esclusivamente a questo quadro sintomatico e alle sue manifestazioni.

 

Scritto dalla dott.ssa Elena Parise, psicologa

 

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