Come aiutare i bambini dislessici

aiutaredislessici2Abbiamo già trattato nel dettaglio cosa è un DSA e in cosa consiste nello specifico la Dislessia, come riconoscerla, a chi affidarsi per ottenere una diagnosi, quali trattamenti sono indicati.

Una volta ottenuta la diagnosi, cosa accade?

Il professionista che si occupa del caso (in genere lo Psicologo) comunicherà la diagnosi in maniera chiara e precisa sia ai genitori che agli insegnanti specificando anche gli aspetti psicologici secondari (demotivazione, bassa autostima, senso di inadeguatezza ecc..) e indicherà la possibilità dell’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi. Tutto ciò con l’obiettivo di creare una rete di condivisione di obiettivi tra Psicologo, Genitori e Scuola.

Una volta ottenuta la diagnosi, inoltre, si potranno mettere in atto aiuti specifici, tecniche di riabilitazione e di compenso, nonché alcuni semplici provvedimenti della modifica della didattica a favore dei ragazzi dislessici contenute nelle direttive Ministeriali (Prot. n. 4099/A/4), come ad esempio la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento di compiti, l’uso della calcolatrice e/o del computer. Tali provvedimenti devono poter essere utilizzati anche nei momenti di valutazione, compresi gli Esami di Stato.

Ricordiamo sempre che i dislessici hanno un diverso modo di imparare ma comunque imparano!

Quali sono gli strumenti compensativi e dispensativi?

  • Strumenti compensativi 

Sono strumenti che permettono di compensare la debolezza funzionale derivante dalla Dislessia facilitando l’esecuzione dei compiti compromessi dal disturbo, proprio come un paio di occhiali permette al miope di vedere cosa c’è scritto alla lavagna:

  1.  tabella dei mesi,dell’alfabeto e dei vari caratteri
  2.  tavola pitagorica, tabella delle misure, tabella delle formule, calcolatrice
  3.  registratore
  4.  cartine geografiche e storiche, tabelle della memoria di ogni tipo
  5.  computer con programmi di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale
  6.  cassette registrate (dagli insegnanti, dagli alunni e/o allegate ai testi), mediante anche la predisposizione in ogni scuola di una fonoteca scolastica contenente il testo parlato dei libri in adozione, e altri testi culturalmente significativi (possibilità di collaborazione col Centro “Libro parlato” dell’Unione Italiana Ciechi)
  7.  dizionari di lingua straniera computerizzati, tabelle, traduttori
  8.  richiesta alle case editrici di produrre testi anche ridotti e contenenti audiocassette e cd-rom
  9.  mappe concettuali (servono: nello studio per ridurre il carico del materiale da leggere e per memorizzare meglio utilizzando la memoria visiva, nel ripasso, in preparazione di interrogazioni e/o verifiche scritte, per una esposizione più fluente nelle interrogazioni).
  • Misure dispensative

Riguardano la dispensa da alcune prestazioni (lettura ad alta voce, prendere appunti…), i tempi personalizzati di realizzazione delle attività, la valutazione:

L’alunno dislessico è dispensato dai seguenti compiti (ovviamente la seguente lista viene personalizzata per ciascun bambino):

  • lettura ad alta voce
  • scrittura veloce sotto dettatura
  • lettura di consegne
  • uso del vocabolario
  • studio mnemonico delle tabelline.

L’alunno dislessico ha i seguenti diritti:

  •  tempi più lunghi per le prove scritte e per lo studio
  •  organizzazione di interrogazioni programmate
  • assegnazione di compiti a casa in misura ridotta
  •  possibilità di usare testi ridotti non per contenuto ma per quantità di pagine.

L’assegnazione dei compiti ai bambini dislessici rappresenta da sempre una questione controversa e dibattuta.

Ma fare in modo che lo svolgimento dei compiti possa rappresentare un valido supporto all’apprendimento del bambino e non un ulteriore motivo di frustrazione e inibizione è compito dell’insegnante nella scelta dell’attività e del genitore nel rappresentare un aiuto e una presenza rassicurante e incoraggiante nel momento del lavoro.

A scuola quali sono le condizioni favorevoli e accoglienti per un ragazzo dislessico?

bambini dislessiciLa prima condizione in assoluto è che gli insegnanti siano preparati e formati in materia di dislessia, e in particolare che siano consapevoli che il dislessico ha un diverso stile di apprendimento al quale è necessario adeguarsi.

Come conseguenza di ciò è necessario che siano flessibili e disponibili a mettersi in gioco, empatici e ben disposti nei confronti dei propri alunni con problemi di DSA.

È ugualmente molto importante che i docenti e il dirigente scolastico siano disponibili a instaurare un rapporto scuola-famiglia-psicologo paritario e costruttivo dal momento che  i genitori sono parte integrante e indispensabile del percorso scolastico del ragazzo con dislessia.

Gli insegnanti dovranno individuare, insieme all’aiuto dello psicologo di riferimento, strategie didattiche, di verifica e di valutazione adeguate allo stile di apprendimento e alle abilità del bambino.

La cosa fondamentale è che le strategie adottate a scuola e a casa siano complementari, si integrino le une con le altre e quindi risulta indispensabile un dialogo costante tra insegnanti – genitori – psicologo.

Infatti…

L’impegno delle famiglie, oneroso in termini di tempo, coinvolgimento personale ed economico, è necessario ma non sufficiente a garantire ai loro figli il successo scolastico corrispondente alle loro capacità intellettive in presenza di dislessia: è indispensabile, infatti, che anche la componente scuola, insegnanti e dirigenti scolastici, si faccia carico delle proprie responsabilità affrontando il problema in base a ciò che la legge consente.

Il rapporto tra genitori e il bambino dislessico

I genitori cominciano a osservare il comportamento del proprio figlio fin dai primi anni di vita. In seguito, durante la sua crescita, ne notano i continui cambiamenti sia in ambito scolastico (miglioramenti per acquisite strategie, peggioramenti per stanchezza o demotivazione..), sia nello stato d’animo (momenti di ansia e di frustrazione, momenti di depressione..).

I genitori sono quindi un indispensabile supporto per il ragazzo non solo al momento della comunicazione della diagnosi, ma anche durante tutto il suo iter scolastico.

Il loro impegno, sia emotivo che di tempo, è rivolto non solo ad aiutare il bambino nell’esecuzione dei compiti a casa, ma anche a gratificare il proprio figlio e a incoraggiarlo sia nelle attività scolastiche che in quelle extra-scolastiche che sono assolutamente indispensabili per una crescita equilibrata della sua autostima.

Ecco per i genitori alcuni consigli pratici:

  • Programmate una routine quotidiana nell’esecuzione dei compiti scolastici

Una programmazione scritta appesa a un muro vicino al posto di studio, sarebbe la cosa più indicata…ma lasciate lo spazio alle attività extra scolastiche!
Il luogo dove si studia deve essere tranquillo, con ampio spazio di lavoro e tutto il materiale a disposizione (matite, carte geografiche etc.). Ricordatevi che il ragazzo dislessico necessita di tempi supplementari di recupero dopo il rientro da scuola, ha dovuto investire più energie dei suoi coetanei!

  • Dividete i compiti in parti eseguibili in tempi ragionevoli

Il ragazzo dislessico spesso si scoraggia se la quantità di compiti è eccessiva.

  • Insegnate a vostro figlio a rivedere i propri compiti, correggendoli e migliorandoli, ciò lo renderà indipendente da voi.

Insegnategli ad usare un computer con il correttore ortografico, incoraggiatelo a velocizzare la digitalizzazione.
Se il ragazzo è lento nell’esecuzione dei compiti, incoraggiatelo a usare una sveglia, in modo che realizzi i tempi impiegati e impari a razionalizzarli.
Quando il ragazzo completa in modo soddisfacente i compiti, lodatelo e sottolineate le cose fatte bene!

  • Aiutatelo ad organizzare una chiara pianificazione scritta dei compiti settimanali

Se il ragazzo non scrive in modo accurato i compiti assegnati, chiedete ad un compagno di aiutarlo alla fine della mattinata a compilare il diario, o chiedete all’insegnante di dargli indicazioni scritte.

  • Non diventate l’insegnante di vostro figlio!

Non fatevi carico dei suoi compiti scolastici, ricordatevi che il ragazzo ha molti insegnanti ma una sola madre. La relazione madre – figlio è troppo importante per essere rovinata da un vostro ruolo di insegnante.
Sarebbe molto indicato avere un’insegnante o un “tutor” che vi sostituisca nell’esecuzione pomeridiana dei compiti, con vostro figlio.

Per concludere divertitevi con vostro figlio e fategli capire che lo amate e amate la sua presenza. Ricordatevi: può sembrare un lavoro immenso crescere un figlio dislessico, ma vedrete che cresce in fretta!

Per un approfondimento:

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