Curriculum Vitae e ricerca di lavoro: sai fare colpo in 30 secondi?

curriculum vitae-cvSei alla ricerca di lavoro? Hai mandato decine di domande, ma tutto tace? Forse il tuo Curriculum Vitae necessita una revisione.

Recenti studi americani dimostrano come il tempo che viene dedicato alla lettura di un CV varia da un minimo di 6 a un massimo di 30 secondi.

Inoltre, dato il periodo di recessione, la domanda di lavoro è nettamente superiore alla sua offerta; da ciò deriva l’immensa mole di CV ricevuti in risposta di un singolo annuncio di lavoro. L’imperativo è distinguersi dalla massa.

Diventa pertanto fondamentale riuscire a massimizzare quei pochi secondi che ci verranno dedicati per catturare l’attenzione di una persona che non conosciamo e convincerla che vale la pena di contattarci per fare una chiacchierata e scoprire di più sul nostro percorso professionale.

Prima di iniziare a scrivere il proprio CV, cosa occorre sapere?

Tre sono gli elementi che fanno colpo su chi leggerà il vostro CV (generalmente i Recruiters):

  1. la giusta combinazione di esperienza, percorso scolastico e risultati raggiunti;
  2. la capacità di trasmettere queste informazioni in maniera veloce e precisa;
  3. un formato chiaro, semplice e di facile lettura.

E’ importante in primis reperire informazioni sulla posizione per la quale mandiamo la nostra candidatura e sul contesto lavorativo in cui essa si inserisce. Chi seleziona una persona per una posizione in area commerciale può avere infatti in mente caratteristiche ideali diverse se lavora in un’agenzia di pubblicità o in una società farmaceutica! Conoscere il contesto in cui si inserisce la nostra candidatura è pertanto fondamentale per anticipare le esigenze di chi conduce la selezione e per dimostrare la nostra motivazione a entrare a far parte di un determinato team.

Una volta compreso bene tale contesto, bisogna chiedersi quali nostre caratteristiche, esperienze e capacità potrebbero essere un vantaggio competitivo in quella determinata posizione e quindi valorizzarle all’interno del nostro CV, magari mettendo in grassetto le parole chiave.

Ricordiamo che ogni esperienza ci insegna qualcosa, pertanto sforziamoci sempre di valorizzare gli insegnamenti tratti. Per esempio, aver lavorato come cameriere durante gli studi dimostra buona volontà e impegno, oltre a essere una palestra per capacità quali multitasking, gestione del tempo e delle priorità.

Come impostare il proprio Curriculum Vitae?

Una buona idea è quella di inserire una breve autopresentazione discorsiva all’inizio del CV, una specie di riassunto che faccia trasparire oltre alla posizione attualmente ricoperta alcune caratteristiche chiave della nostra personalità e le principali competenze possedute.

Evitiamo sempre le frasi fatte: annoiano il lettore ed equiparano il nostro CV ai miliardi già ricevuti. Evidenziamo invece i nostri personali punti di forza e vantaggi competitivi, come ad esempio aver ricevuto diverse promozioni in breve tempo, essere stati i migliori del proprio team nel portare a termine un progetto nei tempi prestabiliti o aver chiuso un certo numero di contratti in un determinato periodo di tempo.

Nell’esposizione scritta delle esperienze lavorative e del percorso di studi, è bene partire dall’esperienza più recente e andare a ritroso fino alla più remota. Per ogni posizione ricoperta indichiamo il titolo, il periodo di svolgimento (data di inizio e di fine) e una breve descrizione delle attività svolte.

A tale scopo possiamo utilizzare una metodologia più descrittiva, raccontando in modo conciso quali attività abbiamo svolto e che competenze abbiamo acquisito, oppure un modello maggiormente orientato sui risultati, come il CAR. Quest’ultimo, molto utilizzato nel mondo anglosassone, è l’acronimo di Challenge – Action – Results (ovvero Sfida – Azione – Risultato). Secondo questo metodo, per ogni esperienza lavorativa dobbiamo chiederci:

  • quale sia stata la sfida più stimolante che abbiamo affrontato,
  • a quali azioni abbiamo dato luogo per farvi fronte e
  • quali risultati abbiamo ottenuto.

In tal modo, in un paio di brevi frasi abbiamo dato un’idea concisa ma puntuale del nostro operato, portando esempi concreti di quanto affermiamo e valorizzando l’esperienza vissuta.

Per quanto riguarda il formato del CV, meglio abbandonare lo statico format Europass, ormai abusato e impersonale, a favore di un modello creato ad hoc che ci permetta di far trasparire qualche elemento della nostra personalità. Due pagine in formato word con pochi ma efficaci elementi grafici gradevoli sono sufficienti a dare un’idea di strutturazione del pensiero, precisione e cura per il dettaglio coniugando capacità di sintesi e di analisi della propria esperienza.

30 secondi quindi per incuriosire i Recruiters e farsi fissare un colloquio.

Il tuo attuale CV ti valorizza?

Per approfondire il tema:

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