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Stress nello Sport (e nella vita)… Come usarlo a proprio vantaggio?

stress nello sportProviamo a immaginare un tuffatore professionista che, alle Olimpiadi, sale sul trampolino e si appresta a prepararsi per il tuffo che potrà valergli la medaglia d’oro.

Oppure, riallacciandoci a un ricordo a noi più caro, proviamo a immaginare cosa deve aver provato Fabio Grosso quando, avvicinandosi al dischetto del rigore, nella famosa finale dei Mondiali del 2006, stava per battere il rigore decisivo per permettere all’Italia di diventare Campione del Mondo.

Facendo un gioco immaginativo, invece, adesso ci spostiamo verso uno studente universitario che, dopo aver passato l’ultimo mese sui libri, entra in aula per dare l’esame decisivo per potersi laureare.

Cosa può accomunare tutte queste situazioni?

Sono situazioni che, potenzialmente, potrebbero sicuramente portare a provare un livello d’ansia molto forte, per alcune persone quasi insopportabile, che si manifesta con sintomi sia fisici (sudorazione, senso di pressione sul petto, aumento del battito cardiaco, ecc.) ma anche psicologici (pensieri negativi sull’esito della prova da affrontare).

Seppure possa sembrare una cosa assolutamente negativa, nello sport, come nella vita, l’ansia ha invece una sua utilità. Pensando per esempio di essere nella savana e di sentire dei rumori sempre più vicini, lo stato d’ansia che si comincia a sentire, serve per “attivare” il nostro corpo per poterci permettere di scappare e (cercare) di salvarci.

Stress Positivo

Lo stress dovuto a una situazione come quelle che ho citato all’inizio è, quindi, positivo fino a quando ci permette di concentrare tutte le nostre forze verso l’obiettivo “chiudendo” il mondo fuori dai nostri pensieri.

Sentirci agitati per un obiettivo che riteniamo importante è, quindi, assolutamente normale e funzionale al nostro comportamento.

L’ansia però può diventare problematica quando non ci permette di concentrarci sul compito che dobbiamo portare a termine, quando cioè i sintomi che essa produce sono troppo forti o troppo prolungati, infatti, per esempio, una lieve agitazione pre-gara può essere funzionale per un tennista, mentre una sensazione di ansia che dura da una settimana prima dell’incontro decisivo o che, prima di cominciare la gare gli “blocca le gambe” facendogli provare sintomi fisici e psicologici dannosi, sicuramente graverà sulla prestazione dello stesso.

Come ridurre lo stress nello sport e nella vita? stress nello sport-training autogeno

Uno strumento molto utile per ridurre gli stati d’ansia eccessiva è l’utilizzo di tecniche di rilassamento.

Le tecniche di rilassamento sono dei metodi tramite cui viene indotto nel soggetto uno stato di decontrazione muscolare e psichica in modo tale da poter ridurre lo stato di ansia.

Lo scopo di insegnare le tecniche di rilassamento a un atleta, o a qualsiasi persona ne avesse bisogno, è quello di fare in modo che la persona acquisisca una consapevolezza dei cambiamenti del proprio organismo per usarli a proprio vantaggio. Il rilassamento, infatti, non ha lo scopo di far “addormentare” la persona, sia perché probabilmente sarebbe più utile una tisana e un film in bianco e nero, ma anche perché, come abbiamo visto prima, lo scopo è quello di saper gestire lo stato di “attivazione” in modo tale da poter sfruttare a pieno i cambiamenti del nostro corpo in stato di stress.

Quali sono le tecniche di rilassamento più comuni?

Esistono differenti tecniche di rilassamento che possono essere utilizzate in situazioni di ansia, e tra queste la più conosciuta è sicuramente il Training Autogeno di Schultz. E’, in breve, una tecnica in cui vengono, attraverso l’uso di frasi che richiamano alcune sensazioni fisiche, stimolate alcune emozioni che, solitamente sono delle risposte a queste sensazioni fisiche; la stimolazione indotta di certe emozioni porta il paziente a poterle controllare e richiamare in situazioni di ansia.

In generale il setting ottimale per poter effettuare queste tecniche è in uno studio dove il paziente si mette sdraiato in una posizione comoda e lo psicologo, con una voce calma e avvolgente induce il rilassamento.

Ci sono però situazioni in cui non è possibile ricreare questo setting (per esempio durante il pre-gara per un atleta); in questi casi è possibile l’utilizzo di riproduttori musicali Mp3 con incisa la traccia da ascoltare. Il soggetto non dovrà fare altro che trovare una posizione comoda e “isolarsi” qualche minuto concentrandosi esclusivamente sulla traccia da seguire.

Molto importante durante l’uso delle tecniche di rilassamento è il controllo del respiro.

Come abbiamo visto prima, i benefici dovuti all’utilizzo di queste tecniche sono molteplici, infatti, negli atleti come in tutte le altre persone, possono portare a un miglioramento non solo della capacità di gestire l’ansia, ma anche nella capacità di concentrazione e focalizzazione, in una maggiore conoscenza di sé e delle proprie emozioni, in un controllo della fatica e anche in un controllo e gestione del dolore.

Per approfondire:

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Dettagli sull'autore

Edoardo Ciofi

Dottore in Psicologia Clinica e di Comunità, esperto in psicologia dello sport

Cell: 334-5012025
E-mail: edoardo.ciofi@spazio-psicologia.com

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