Sindrome da rientro, un problema comune

post-vacation-bluesDomenica pomeriggio, ultimo giorno di ferie. Hai appena trascorso un meraviglioso periodo di vacanze in cui fare tutto ciò che volevi, ma con il passare del pomeriggio l’entusiasmo diminuisce per lasciare posto a una sensazione di ansia appena inizi ad anticipare mentalmente gli avvenimenti del giorno dopo: sveglia presto per fare il tragitto casa-lavoro, sistemare i figli che non hanno ancora ripreso la scuola, rientro in ufficio con una caterva di e-mail che aspettano di essere lette e una lunga lista di cose da fare e problemi da risolvere.

Una situazione comune

Se questo è ciò che provi al rientro delle vacanze, non preoccuparti: non sei affatto l’unico. Per molti di noi il rientro al lavoro è accompagnato da una combinazione di irritabilità, ansia, calo di motivazione, difficoltà di concentrazione e sensazioni di vuoto. È ciò che gli anglosassoni chiamano “Post Vacation Blues”, una “sindrome da rientro” molto comune connessa allo stress causato dalla fine della vacanze e dal ritorno alla normalità. Questi “sintomi” durano generalmente qualche settimana, per poi risolversi da soli una volta rientrati a pieno regime nell’ottica della nostra vita quotidiana.

Come combattere la sindrome da rientro?

Abbiamo visto in precedenza qualche accorgimento da adottare prima delle vacanze,  ma come affrontare la tristezza del rientro?

  • Accettare di essere rimasti indietro. Al ritorno dalle vacanze, si rimane inevitabilmente indietro e ci si trova con molto lavoro da recuperare. Miliardi di e-mail, messaggi in segreteria, e attività che richiedono attenzione. Ma non c’è bisogno di preoccuparsi troppo! È inevitabile e non è colpa nostra. Se lasciassimo il nostro ufficio per due o più settimane e al rientro non ci fosse del lavoro da sbrigare, significherebbe che non siamo necessari! Quindi, non aspettiamoci di trovare una scrivania e una casella e-mail vuota al rientro e accettiamo di essere rimasti indietro e riprendere mano a mano la usuale produttività.
  • Cominciare con qualche attività semplice. Il primo giorno di lavoro, è preferibile non gettarsi subito a capofitto sulle attività più complesse e spinose e incominciare con qualcosa di semplice e che sappiamo fare bene. In questo modo è più semplice rientrare nell’ottica lavorativa e di conseguenza riusciremo successivamente ad affrontare meglio anche i compiti più impegnativi.
  • sindrome-rientroTornare gradualmente alla normalità. Sii consapevole di come organizzi i primi giorni di lavoro. Imporsi di sistemare tutte le questioni in sospeso subito è irrealistico quanto controproducente, poiché contribuisce ad aumentare il senso di ansia provocato dal ritorno alla normalità. Per quanto possibile, meglio non pianificare riunioni importanti o fissare grosse scadenze nel breve e concentrarsi piuttosto sulle incombenze di routine, parlare con i colleghi per capire cosa è successo durante l’assenza per ferie e cominciare ad affrontare le attività prioritarie, dopo un’accurata e realistica selezione.Sono state inoltre create alcune applicazioni per smartphone che possono aiutarci a gestire meglio il rientro dalle vacanze e a limitare gli effetti della sindrome da rientro sulla nostra produttività.
  • Ricordarsi delle vacanze aiuta a combattere lo stress. Se siamo stati in viaggio durante le ferie, è una buona idea prendere un ricordino da portare nel posto in cui lavoriamo; una fotografia o un piccolo oggetto possono aiutare a creare un ambiente di lavoro più sereno riportandoci a un ricordo felice nei momenti in cui ci sentiamo sotto pressione.
  • Introdurre abitudini salutari. Cominciare la giornata con una colazione ricca e naturale (invece di trangugiare un caffè al volo), bere molta acqua e non abusare di the e caffè ci aiuterà ad acquistare l’energia necessaria a ricominciare. Approfittare inoltre delle ore di luce ancora lunghe per fare dell’attività sportiva divertente e che ci piace è poi sicuramente un ottimo modo per sentirsi ancora un po’in vacanza.
  • Concentrarsi sugli aspetti positivi. Pensare a quello che ci piace del nostro lavoro (ad esempio rivedere colleghi ai quali siamo affezionati) può essere d’aiuto nel rendere più piacevole la ripresa lavorativa. È infatti noto che coloro che hanno un’attitudine positiva sono meno esposti a sviluppare problematiche lavoro-correlate, percepiscono di avere maggiori energie e si sentono generalmente più calmi e rilassati.
  • Porsi una sfida. Mettere in agenda un seminario o un evento istruttivo al rientro aiuta a ritrovare la sensazione di avere uno scopo e, successivamente, un sentimento di crescita e soddisfazione, rendendo il lavoro più gratificante. Può rivelarsi una buona idea anche cimentarsi in attività nuove, come un corso di ballo, di lingua straniera o un nuovo progetto di volontariato. Anche una nuova attività connessa al lavoro ha i suoi benefici: iscriversi a un’associazione professionale o proporsi per far parte di un gruppo di progetto può essere fonte di motivazione e rinnovamento.
  • Prendere in considerazione le prossime vacanze. Anche se sembrano lontane anni luce, prima di tornare al lavoro iniziare, se non a proprio a programmare, almeno a fantasticare sulle prossime vacanze ci farà sentire un po’meglio circa il rientro.
  • Non prendere decisioni drastiche. E’ bene fare attenzione affinché il tono dell’umore basso causato dal la fine delle vacanze non interferisca nella presa di decisioni importanti. Se stiamo pensando di rassegnare le dimissioni o di concludere una relazione sentimentale, meglio riflettere ancora un po’ e attendere che il nostro stato emotivo si sia ristabilito.

Infine, è bene tenere a mente che la normale tristezza da rientro (da non confondere con uno stato depressivo vero e proprio) è temporanea. Dopo un paio di settimane tendenzialmente si riprende a sorridere alla vita quotidiana e si è pronti a riprendere le attività lavorative con produttività.

 

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