Vero salute 5

1) Gentile Dottoressa, Le scrivo perchè da troppo tempo convivo con quello che secondo me è un blocco sessuale ovvero: ho solo 25 anni, sono sposata da 1 anno ma conosco mio marito da 11, una storia nata in classe, lui è e spero sarà l’unico uomo della mia vita, detto questo arrivo con fatica e vergogna a scriverle che sono vergine! La mia verginità è motivo di odio e discussione con me stessa, vorrei tanto riuscire a fare l’amore con lui, ci penso appena sveglia e ogni istante che ho la testa sgombra dai piccoli pensieri quotidiani. Lui è dolce e soprattutto sopporta con molta pazienza, oramai da anni, il mio blocco. Nella nostra intimità ci sono carezze, baci, riusciamo anche ad arrivare all’orgasmo, ma la penetrazione (mi scusi se sono così spudorata e diretta) è il mio limite! Sono vergine e costringo lui ad esserlo! Ho mille paure, il dolore, l’incapacità, il pensiero di essere violata (nel senso che lui in quel momento sarà parte di me). Di questo mio problema ne ho parlato con una psicologa, ma senza nessun risultato, forse perché vorrei trovare il pulsante per sbloccare la mia testa e riuscire finalmente a fare ciò che per tutti è normale mentre per me è quasi impossibile e invece occorre un percorso più specifico. Vengo da una famiglia unita e protettiva e la voglia di creare una mia famiglia c’è, ma manca il tassello fondamentale. Spero di riuscire ad avere una risposta, una piccola speranza… Vivo in provincia di Rimini e magari lei potrebbe indirizzarmi da uno specialista, non so se una sessuologa o psicologa. Grazie e aspetto con ansia una sua risposta. Ps: non so se verrà pubblicata la mia lettera e ci terrei a saperlo per comprare la rivista.

Carol, Rimini

 

Cara Carol, la sua lettera, come quella di tante donne più o meno giovani nella sua stessa situazione, è ricca dell’ansia di sapere che tutto potrà essere risolto. Che non si è diverse o sbagliate. I matrimoni bianchi sono più frequenti di quanto lei possa pensare. I motivi sono i più diversi: religiosi, dovuti all’educazione rigida, ecc. Indipendentemente dai motivi, quel che emerge è un disperato tentativo protratto nel tempo per cercare di risolvere efficacemente il problema. Come spesso accade, con la continua frustrazione di veder crollare i propri sogni ad ogni ennesimo fallimento. I matrimoni bianchi però non sono irrisolvibili. Lei ha già fatto un primo passo, andando a parlarne con una psicologa e dunque, ha dimostrato di voler reagire rispetto al problema. Come tale, ha le risorse per risolverlo. Probabilmente, sarebbe per lei utile iniziare con un percorso sì psicoterapeutico, ma come lei stessa dice, più specifico e finalizzato al problema. Una psicoterapeuta specializzata in sessuologia, potrebbe essere utilissima a questo scopo. Quel che le consiglio è di iniziare però un percorso di coppia: è bene ricordare infatti che la sessualità ha una valenza relazionale, non individuale. Se un problema esiste, esiste nella coppia e come tale, se possibile, va risolto all’interno della stessa. Di colleghi bravi ed esperti può trovarne diversi. Può chiedere riferimenti più specifici per trovare un terapeuta nella sua zona, alla FISS (federazione italiana di sessuologia scientifica) o all’AISPA (associazione italiana sessuologia e psicologia applicata) o all’ordine degli psicologi della sua regione.

 

2) Gentile dottoressa Duranti, sono una ragazza di 26 anni felicemente fidanzata e leggendo la sua rubrica su Vero Salute ho pensato di provare a scriverle, in quanto ritengo la mail un mezzo più rapido e diretto. Ho sempre avuto un dubbio e spero mi possa aiutare. Nei rapporti sessuali con il mio fidanzato non riesco a raggiungere l’orgasmo, a meno che non venga stimolata sul clitoride… niente orgasmo “interno” se così lo posso definire, anche se non avendolo mai provato, non ho idea se quello tramite clitoride sia effettivamente definibile come tale. Mi sento come anormale per questo. Sono consapevole del fatto che non si tratta di qualcosa di meccanico o che si possa comandare, ma di feeling con il partner, del lasciarsi andare, eccetera, eccetera. Ma non ho mai provato niente. L’anno scorso mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla e pochi mesi fa ho avuto calo della libido, proprio come se fossi un’ottantenne completamente disinteressata. Questo mi ha fatto sentire a disagio, come da sempre mi sento a disagio per il fatto di avere poco seno: una prima scarsa che mi fa sentire poco femminile. Non è un pensiero fisso, ma non mi sono mai sentita a mio agio per questo. Il mio fidanzato non me lo ha mai fatto pesare, anzi. Comunque la domanda è questa: potrò mai raggiungere il vero piacere? O per me non esiste? La ringrazio per l’attenzione. Saluti.

Sara

 

Cara Sara, la domanda che lei pone prevede innanzitutto il fare una specifica. Cos’è l’orgasmo? Ma soprattutto, quali tipi di orgasmo esistono? C’è quello vaginale e quello clitorideo? Allora, facciamo subito ordine. Esiste, dal punto di vista fisiologico, solo l’orgasmo femminile (non clitorideo, o vaginale, o del punto G, ecc) che tutte le donne possono avere ogni volta che fanno l’amore, se stimolate sia fisicamente (attraverso la stimolazione del clitoride) sia psicologicamente (attribuendo una valenza erotica a stimoli visivi e fantasie) in modo adeguato. Dunque, se riesce a raggiungere l’orgasmo con una stimolazione del clitoride durante la penetrazione, non ha un problema legato all’orgasmo! In certe condizioni, se la stimolazione psicologica è molto forte (ad es. con un parter che ci coinvolge incredibilmente o in situazioni che troviamo particolarmente eccitanti), è possibile raggiungere l’orgasmo anche con una scarsa o quasi assente stimolazione clitoridea. Ma questo, è bene ricordarlo, non rappresenta la norma comune ad ogni donna. Quindi viva serenamente la sua sessualità, senza porsi ulteriori dubbi, ma imparando ad attribuire sempre più alla sua quotidianità intima, una valenza erotica e quindi attivante.

 

3) Gentile dottoressa, sono una donna di 75 anni molto infelice, perché il mio compagno di 70 anni, con cui vivo da vent’anni, non mi desidera più e facciamo l’amore (se così si può dire), una volta ogni due mesi o anche meno. Lui soffre di eiaculazione precoce da diversi anni, ma a me bastava anche un rapporto così limitante, perché dopo mi teneva abbracciata a lungo e mi faceva sentire lo stesso felice. Non ho più un orgasmo da tanto tempo, ma non è questo che mi manca. Sono una donna giovanile, magra, mi tingo i capelli, mi trucco, sono moderna e brillante. Lui è appassionato solo di calcio, ma è sempre stato dolce e gentile e per questo me ne sono innamorata, a 54 anni, dopo aver divorziato. Adesso sono delusa, spesso vado in depressione perché non voglio invecchiare e l’amore è ciò che mi manca di più in questo periodo della vita, in cui mi sento più sola, avendo solo un figlio, il cui lavoro gli impedisce di stare un po’ più vicino a me, una nuora che mi disprezza e due nipoti ormai grandi che hanno altro da fare che stare con la nonna, anche se li ho cresciuti io. Lei penserà che sono egoista, ma ho sofferto molto nella mia vita, ho dato tanto e ora vorrei essere serena e gioire ancora da questa convivenza. Mi sento trascurata, delusa e tanto sola. Ho parlato tante volte col mio compagno di questo problema, ma lui dice che siamo vecchi e il sesso non gli interessa più. E neanche a dirgli di andare da un medico o uno psicologo, si arrabbia e dice che sono matta. Cosa posso fare? Prendo già dei tranquillanti, ma non mi bastano. Grazie per la risposta.

Giovanna Panteri

 

Cara Giovanna, leggendo la sua lettera ho compreso appieno il suo dispiacere e la sua delusione, sentendomi a lei molto vicina come donna. E’ molto bello che lei voglia mantenere una sessualità attiva col suo compagno, dopo vent’anni di convivenza. Quello che però mi sembra emergere dalla sua lettera è più un bisogno di affetto, coccole, vicinanza e intimità, più che di orgasmo e sessualità in senso stretto. Mi sembra che lei voglia solo avere ancora quella considerazione che le è stata data per tanto tempo e che ora, coi figli e i nipoti ormai grandi e la solitudine che a volte aleggia nell’aria, le manca ancora di più. Non sappiamo perché il suo compagno rifiuti di vivere una sessualità attiva con lei. Magari è per la frustrazione dovuta all’eiaculazione precoce, magari si sente solo non più così attraente come un tempo. O magari non si sente più così in grado di gestire forti emozioni e prestazioni come quelle richieste anche da una sessualità più tranquilla e tenera, seppur completa. Se però è l’intimità in senso più generico che le manca, se è la condivisione delle coccole, della tenerezza che lei cerca, piuttosto che proporgli visite specialistiche, provi a parlargliene, spiegandogli cosa le piaceva dei vostri rapporti intimi, di quell’abbraccio che seguiva il fare l’amore e che la faceva stare così bene. Se proverà a spiegargli cosa provava e come si sentiva, piuttosto che puntare il dito sulle prestazioni mancanti che lo fanno sentire inadeguato, potrebbe restare stupita nel trovare in lui maggiore comprensione.

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