Vero salute 8

1)  Gentilissima dottoressa, mi chiamo Angelica e ho 22 anni. Da qualche anno sono fidanzata con un uomo che ha 17 anni più di me, che mi ha colpito per la sua timidezza e la sua dolcezza. Abbiamo nascosto la nostra relazione per parecchi tempo, perché sapevamo che le nostre famiglie non avrebbero approvato un legame tra due persone che hanno una notevole differenza d’età. Ora i famigliari del mio fidanzato hanno accettato la nostra relazione e mi hanno accolta come una figlia. I mie genitori, invece, continuano a disapprovare questa relazione. Hanno tentato di ostacolarla in tutti i modi e devo ammettere che sono stati molto sleali con me. Secondo loro, Lorenzo non è l’uomo giusto per me, perché “troppo vecchio”. Fanno di tutto perché non i sappia che siamo fidanzati. Bisogna tenerlo nascosto a parenti e conoscenti. Lorenzo è il tipico ragazzo tutto casa, chiesa e lavoro, niente vizi, niente segreti. Una persona dolcissima, intelligente, colta, sensibile, è timido ma con me simpaticissimo. Mi piace da morire anche fisicamente. Vorrebbe sposarmi, ma io non me la sento. Dopo questa lunga premessa, vengo al dunque. Nell’intimità questo ragazzo così morigerato e serio, diventa estremamente aggressivo. Vorrebbe fare l’amore tutti i giorni, più volte. Ha voluto provare tutto il possibile e immaginabile e ha una fantasia che definirei pornografica. Quando facciamo l’amore, è come se fossi un oggetto tra le sue mani. E’ lui che decide quando fare sesso, come farlo e quante volte. Io sono completamente soggiogata. Non faccio mai proposte, non dico mai di no. Preciso che non mi ha mai obbligata ad avere rapporti, non è mai stato violento. Però in quei momenti è come se lui fosse su un altro pianeta ed io non esistessi. Lo vedo eccitatissimo, intento a possedere il mio corpo. Durante il rapporto alterna parole dolci e volgari. Molto spesso, dopo aver fatto l’amore, mi chiede scusa per aver fatto delle cose troppo trasgressive, si calma e torna ad essere l’uomo timido e sensibile che mi manda lettere d’amore, rose  cioccolatini. Poi, dopo qualche ora, ecco che mi manda di nuovo dei messaggini ad alto contenuto erotico. Le mie amiche mi invidiano perché i loro fidanzati, molto più giovani e aitanti del mio, sono sessualmente pigri. Ma per me tutta questa iperattività sessuale e questa trasgressione sono diventati pesanti. Inizio ad avere paura di una persona che amo, ma che ha una doppia personalità. Il nostro rapporto si riduce solo al sesso. Non usciamo, non andiamo mai al cinema e a divertirci. E ciò succede anche per colpa delle scenate dei miei genitori. Loro tollerano che facciamo sesso lontano dai loro occhi, ma guai se mi faccio vedere in giro con lui, o se lo porto a casa. Lorenzo soffre per l’ostilità dei miei genitori e li ha affrontati più volte, senza alcuna paura. Recentemente ha confessato che spesso non prova piacere durante i rapporti e che non riesce a raggiungere l’orgasmo. Ci amiamo tanto e vorrei poterlo aiutare a risolvere tutti i suoi problemi sessuali. Cosa mi consiglia di fare?

Angelica, Tortona (Alessandria)

 

Buongiorno Angelica, dalla sua lettera si evince quanto questa situazione, seppur carica di amore e sentimento, le crei forte disagio. Non entro nel merito della questione della differenza d’età: non c’è un giusto e uno sbagliato assoluto e se due persone sono entrambe mature e consapevoli, e vogliono stare insieme, non c’è ragione per impedirglielo. Quel che invece ha colpito la mia attenzione è il suo definirsi “soggiogata”: è vero, ci ha tenuto a precisare che il suo fidanzato non è mai stato fisicamente violento. Ma mi sembra di capire, da quanto scrive, che l’intimità tra di voi, sia determinata sempre solo da una scelta unilaterale, fatta da lui, alla quale lei si adegua. Ora, esistono tante coppie in cui la sessualità viene gestita serenamente in questo modo, essendo questa una dinamica stabile interna alla coppia, che piace ad entrambi. Ma nel suo caso, questa dinamica non sembra ugualmente piacere a tutti e due. E questo è un primo punto, che andrebbe approfonditamente discusso e chiarito in coppia. Il secondo punto riguarda la questione “doppia personalità”, come l’ha definita lei. Da quel che scrive, sembra che il suo fidanzato conservi una netta distinzione tra la relazione durante la sessualità e la relazione romantica. Normalmente questi due aspetti della relazione amorosa sono meno separati, anche se non è inusuale che un uomo, normalmente gentile e dolce, esprima un lato più aggressivo ed eroticamente carico, durante la sessualità. Anche di questo, se le crea disagio, bisognerebbe parlare in coppia. Inoltre, pur capendo le difficoltà legate ai veti posti dalla sua famiglia, credo che una relazione abbia bisogno di momenti di condivisione al di fuori della sessualità, che facciano sì che si sperimenti una quotidianità condivisa e dunque, che si maturi una conoscenza dell’altro a tutto tondo e non solo slegata dal resto del mondo e dalla propria vita. Se dunque, come mi sembra di capire, questo è anche un suo desiderio, cerchi di trovare il modo di vedere il suo fidanzato anche in altre situazioni in modo da non “ridurre il rapporto solo al sesso”. In ultimo, c’è la questione della mancanza di piacere e orgasmo, da parte del suo fidanzato. Per quanto riguarda quest’aspetto, credo che per lui sarebbe utile richiedere una consulenza di un andrologo. Se, come è probabile, la suddetta visita dovesse rilevare l’assenza di problematiche fisiche che spieghino il problema, vi consiglio di rivolgervi ad uno psicoterapeuta sessuologo che, anche rispetto alle altre tematiche citate sopra, potrà aiutarvi a migliorare la comunicazione di coppia, trovare un nuovo equilibrio e comprendere quali problematiche inibiscono il piacere del suo compagno, permettendogli così di affrontarle e risolverle.

2)  Gentile dottoressa Duranti, mi chiamo Armando e abito a Milano. Prima chiedo scusa per il mio italiano con tanti sbagli, perché sono straniero ed è un po’ difficile per me scrive correttamente, però non è questo mio problema. Magari fosse questo il mio problema. Leggo sempre la sua rubrica e mi piacciono le sue risposte precise e chiare. Le scrivo perché siamo una copia: io 35 e lei 27. Quando ci baciamo ho l’erezione, però quando siamo lì lì per, mi viene l’angoscia, mi agito e il mio pene si ammoscia e non mantiene l’erezione, di conseguenza raggiungo subito il piacere, senza un vero e proprio rapporto. Non so se mi sono spiegato bene, ma la prego di aiutarmi perché sono entrato in un cerco chiuso e non so come uscirne. Sto facendo brutte figure e mi dispiace per la mia compagna. Grazie e saluti.

Armando, Milano

Buongiorno Armando, non si preoccupi per l’italiano. Spiegarsi, per quanto riguarda le problematiche sessuali, è sempre difficile per tutti, in ogni caso, perché si deve far entrare in una sfera intima e privata della propria vita un terzo, che ci valuti e ci dica cosa fare. Da quello che scrive nella sua lettera, mi sembra di aver capito che ci sia un problema di ansia da prestazione, che le provoca agitazione forte quando sta per avere la penetrazione e che le causa perdita dell’erezione ed eiaculazione ante portam. Mi rendo conto di quanto questa condizione possa essere spiacevole e psicologicamente devastante, sebbene sia più frequente di quanto si possa immaginare. Dalla sua lettera, non si capisce se la problematica capita sempre o è capitata solo alcune volte, se è capitata solo con questa compagna o anche con le precedenti e soprattutto, da quanto questa situazione esiste. Per chiarire questi ed altri punti importanti, che permetterebbero di avere un migliore quadro del problema e dunque individuare anche come risolverlo adeguatamente, vi consiglio di contattare uno psicoterapeuta sessuologo che, attraverso una visita in studio, potrà aiutarvi a far fronte a questa problematica, impostando un percorso terapeutico mirato.

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