Il potere del gatto nero

gatto-nero-sfortunaStamattina mentre venivo in ufficio stavo camminando sul marciapiede e, ad un certo punto, ecco che un gatto nero è piombato davanti a me chissà da dove e mi ha attraversato correndo la strada. Mi sono sempre ritenuta una persona piuttosto razionale e in grado di valutare oggettivamente la realtà, eppure improvvisamente sono stata assalita da una bruttissima sensazione che qualche cosa di brutto stesse per succedere.

Il potere della superstizione!

Può davvero un semplice gatto nero che attraversa la strada esercitare un effetto così forte sulle mie attese nei confronti della giornata?

Pare proprio di si! E pare che questo succeda e sia successo a generazioni intere di persone prima di me!

La superstizione infatti è un tema che ha origini antichissime e che ha subito differenti mutazioni di significato nel
tempo. Durante il Cristianesimo le persone superstiziose erano coloro che non abbandonavano i culti pagani, a partire dall’XI secolo il termine “superstizioso” iniziò a diventare sinonimo di ignoranza e ingenuità nei confronti della vita, per avere successivamente un’accezione più religiosa quando, con la caccia alle streghe, venne ad identificarsi con il culto satanico. Nel corso dei secoli si sono sviluppate le più stravaganti e assurde superstizioni e sono diventate così potenti che molto spesso ci affidiamo ciecamente ad esse senza nemmeno conoscere le loro origini.

Mi sono messa un po’ a cercare su Internet e ho scoperto per esempio che il ferro di cavallo porta fortuna perchè nell’antichità i ricchi ferravano con oro i loro cavalli e quindi per un contadino trovare uno di questi ferri equivaleva a vincere la lotteria, oppure che rompere uno specchio porta sfortuna perchè in passato aveva il significato di rompere la propria immagine riflessa che corrisponde alla nostra anima, e ancora che il numero 13 porta sfortuna perchè all’ultima cena il tredicesimo invitato venne poi ucciso, e il 17 invece perchè XXVII (17 scritto in latino) anagrammato diventa VIXI che significa vissi e quindi “sono morto”, oppure che aprire un ombrello in casa porta sfortuna perchè sta ad indicare che il tetto lascia passare l’acqua e quindi si è in miseria o ancora che il gatto nero è di mal auspicio perchè nel Medioevo le donne che lo possedevano potevano essere accusate di stregoneria e bruciate al rogo.

corni-portafortunaLo sapevate?

Un mondo di superstizioni insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti!

Pensate che a Napoli mi è capitato addirittura di vedere delle bancarelle che vendevano i classici “cornini” portafortuna con davanti un cartello con scritto: “Corni COLLAUDATI”!

Ma, al di là dell’ironia, che cos’è esattamente la superstizione?

Si può definire “superstizione” ogni atto che si ritiene causa irrazionale e misteriosa dell’avvenimento o meno di un altro fatto.

La cosa più interessante della superstizione è il nesso deterministico assolutamente debole tra atto superstizioso e circostanza conseguente: capita infatti che a seguito del passaggio di un gatto nero a noi succeda effettivamente un episodio sfortunato, ma, ragionando razionalmente, è facile vedere come, a livello statistico, nella nostra vita siano in realtà molto di più le volte in cui ci capita una sfortuna senza che nessun gatto abbia incrociato il nostro cammino, tanto da poter facilmente ritenere razionalmente che la concatenazione tra i due eventi sia del tutto casuale.

venerdì-17-13E allora, viene da chiedersi, cosa fa si che queste superstizioni resistano nei secoli dei secoli?

La chiave di lettura che ne spiega il successo sta nell’andare più a fondo di questo presunto nesso causa-effetto: abbiamo quindi una persona che mette in atto un comportamento superstizioso e un evento che prima o poi si (o non si) verificherà. Il fatto che prima o poi questo evento avrà (o no) luogo è una verità inconfutabile e, non essendoci un limite temporale nè un vincolo al fatto che avvenga (o no) senza superstizione, ecco che la superstizione resta forte e viva ai nostri occhi.

Ma possibile che la mente umana incappi per secoli in un così grosso errore di valutazione che smentisce tutti i meccanismi classici dell’apprendimento umano? E questo, attenzione, indipendentemente dalla razza, dal sesso, dall’età e anche dal livello culturale?

In realtà la vera spiegazione di questo sta nel fatto che la mente umana tende per natura a fuggire da situazioni di
incertezza e a trovare strategie cognitive e comportamentali in grado di influenzare il corso degli eventi e rendere quindi prevedibile ciò che accadrà.
Così, per esempio, quando abbiamo un appuntamento importante di lavoro o dobbiamo andare a sostenere un esame, risulta di grande aiuto nel controllo dell’ansia indossare il nostro braccialetto portafortuna, anche se razionalmente siamo perfettamente consapevoli del fatto che questo non cambierà il corso delle cose.

Dal punto di vista psicologico questi comportamenti “scaramantici” sono un potente mezzo per aumentare l’autostima e darci quindi modo di avere un atteggiamento maggiormente propositivo e positivo nell’affrontare le situazioni. Alcune ricerche dimostrano addirittura che in situazioni particolarmente stressanti della nostra vita tendiamo ad essere più superstiziosi, proprio perchè mettiamo in atto una vera e propria strategia che ci aiuta ad aumentare la percezione di controllo sulla nostra vita.

Quindi sembrerebbe innegabile un ruolo funzionale positivo della superstizione sulla nostra psiche, ovviamente a patto che questa non sia esasperata, ma venga vissuta come aiuto e non ostacolo nell’affrontare le situazioni della vita.

Non so voi, ma io posso leggere e studiare di tutto sul tema, ma penso non mi convincerò mai che le cose potrebbero andare bene lo stesso senza il mio braccialetto portafortuna!

 

Per approfondire il tema:

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