Cervello e social network: utili o deleteri?

C’è chi li demonizza e c’è chi ne sostiene l’utilità. Ancora una volta, l’oggetto di interesse è quello dei Social Network, visto come un pericolo dato dall’eccessivo utilizzo che ne viene fatto dai giovani.

E’ ciò che sostiene Greennfield, autrice di un articolo, in cui afferma che :

i nuovi media sarebbero in grado di produrre profondi cambiamenti nel cervello dei giovani, riducendone l’attenzione, incoraggiando la gratificazione istantanea, rendendoli sempre più individualisti, azzerandone le relazioni umane reali, riducendo la loro empatia verso gli altri, facendoli regredire, in sostanza, a uno ”stadio infantile”….. la ripetuta esposizione ai nuovi media porterebbe un vero e proprio “ricablaggio” (rewiring) delle connessioni cerebrali, dando vita a nuove connessioni tra aree cerebrali diverse.

Questo articolo ha suscitato preoccupazione e accordo tra i genitori e insegnanti degli adolescenti, confermando la tesi dell’autrice sul fatto che i ragazzi non comunicano più senza questi social Network.

Molti esperti psicologi e neuroscienziati, appoggiano questa posizione, ritenendo l’uso di questi mezzi dannosi per i ragazzi e riconoscendo come internet e la tecnologia stia cambiando il modo di ragionare e pensare degli adolescenti.

Ma nonostante questi aspetti negativi, un altro schieramento di esperti evidenzia come ci siano invece effetti positivi derivati dall’uso delle nuove tecnologie e dei social network. Per esempio il fatto di sviluppare maggiore capacità di fronteggiare gli stimoli, essere più veloci, diventare più abili e più concreti, ecc.

Insomma questi cambiamenti potrebbero portare a miglioramenti a livello cognitivo e questo è un aspetto non di poco conto. La disamina non si conclude qui: tra chi dice che i social network siano dannosi e tendano a portare i giovani verso un individualismo patologico e chi ne sostiene i pregi nello sviluppare capacità cognitive, vi è chi ne ha compreso la vera utilità e li sa usare sapientemente. E’ quello che evidenzia il servizio del TG1, che mostra come i social network possano essere utilizzati a scopo didattico, sia in classe che a casa, azzerando le distanze e rendendo l’apprendimento maggiormente collaborativo ed intuitivo, in una modalità altrimenti non possibile in presenza.

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