Superare il tradimento

vero saluteBuongiorno dottoressa Duranti,

dopo aver letto sul settimanale “Vero Salute” la risposta che lei ha dato, alla signora di Reggio Calabria a proposito del tradimento nei confronti del marito, desidero anch’io parlare con lei della mia grande sofferenza di moglie tradita. Sono Angela, ho 53 anni sono di Catania, divorziata. Mi sono risposata circa 1 anno e mezzo fa, dopo 5 anni di convivenza. Avevo, anzi (pensavo) di aver trovato la serenità che avevo sempre cercato, avendo conosciuto nella mia città un grande uomo, un bel cinquantenne, grande lavoratore, ci siamo innamorati quasi subito. Dopo 5 anni di convivenza, decidiamo di sposarci, ero la donna più felice del mondo. Dopo 10 mesi circa dal matrimonio, lui è all’estero per lavoro, scopro dal computer che ha una nuova amicizia su messanger, è una ragazza sposata separata con 3 figli di 35 anni. Ha ammesso il tradimento, e’ andato anche in discoteca con lei, non ho parole, sono distrutta dal dolore, sono passati 8 mesi, ma non riesco a superare il trauma, ho bisogno di parlare con una psicoterapeuta brava come è lei. Grazie.

Anonima

Cara lettrice,

ciò che le è successo purtroppo non è infrequente.

Capisco quanto questa situazione possa averla ferita nel profondo e possa aver leso gravemente la fiducia che lei riponeva nel suo compagno, tanto da arrivare a decidere di non poter più continuare a mantenere la relazione. Ricostruire un legame dopo un tradimento è molto difficile e spesso, se non si riesce a superare la ferita inferta proprio alla fiducia stessa, diviene impossibile. Spesso ci si domanda perché sia successo, dove si è sbagliato, perché l’altro abbia cercato altrove quello che poteva avere a casa. Ma le motivazioni che spingono ad un tradimento possono essere molte e comprendere quale sia quella che realmente ha spinto suo marito ad agire, è molto difficile. Spesso capita che, con l’abitudine e la quotidianità, i legami vengano dati troppo per scontato, così come la passione e l’intimità, facendo sì che si sia meno attenti a chi condivide con noi la propria vita. A volte la comunicazione viene meno e si creano una serie di “non detti”, che alimentano frustrazione e insoddisfazione, che fanno sì che l’attenzione si sposti all’esterno della coppia e una terza persona trovi spazio. A volte è la paura del legame “istituzionalmente” definito dal matrimonio che spaventa e spinge, in modo immaturo, all’esterno della coppia. Anche se uno di questi fosse il suo caso, non sarebbe comunque una buona giustificazione per quanto subito.  Ricostruire la propria autostima e la fiducia nell’altro, genericamente inteso, è un percorso faticoso. Credo che il sostegno di uno psicoterapeuta, facendo leva sulle sue risorse che ora le sembrano inaccessibili, potrebbe aiutarla a comprendere meglio quanto successo e le emozioni che ora sta provando, permettendole di far fronte a questa situazione.

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