Scrivere: quanto fa bene?

scrivereScrivere è un’azione che ognuno di noi compie quotidianamente in svariati momenti della giornata, in diversi contesti e per diversi motivi.

Ma scrivere riguardo le proprie emozioni, i nostri pensieri, i nostri sentimenti verso una certa situazione e/o evento personale, è un’azione certamente meno frequente, che non tutti si concedono per mancanza di tempo o desiderio o abitudine.

Eppure è una cosa davvero benefica; da quasi vent ‘anni infatti un crescente numero di studi ha dimostrato come scrivere, soprattutto riguardo ad eventi negativi, può far bene.

Scrivere, infatti, le proprie emozioni, i pensieri e i sentimenti più profondi riguardo ad un evento traumatico, stressante e fortemente emotivo, può incidere positivamente sulla salute fisica e psicologica in quanto descrivere alcune situazioni e metterle per iscritto, permette una maggiore rielaborazione mentale ed emozionale degli eventi, aiutandoci quindi a capire maggiormente il significato di certi avvenimenti e comprendere perché ci si sente in un determinato modo.

Perché scrivere fa bene?

James Pennebaker, nel 1983, iniziò ad interessarsi ai benefici dello scrivere sulla salute fisica e psicologica ed iniziò una lunga serie di studi sperimentali scientifici, portata avanti poi anche da altri studiosi. Nei suoi studi, l’autore chiese alle persone di scrivere emozioni e pensieri riguardo ad eventi particolarmente difficili e traumatici della loro vita, per alcuni minuti e per alcuni giorni, cercando cosi di capire i meccanismi sottesi al potere dello scrivere; definì con il termine di “scrittura espressiva” questo suo paradigma sperimentale.

Pennebaker capì che scrivere le proprie emozioni, i pensieri e i sentimenti più profondi riguardo ad un evento traumatico, stressante e fortemente emotivo, poteva incidere positivamente sulla salute fisica e psicologica in quanto questo permetteva una maggiore rielaborazione mentale ed emozionale degli eventi, facilitando così la comprensione ed il significato di certi avvenimenti e del proprio stato d’animo.

Secondo altri studiosi, Sloan & Marx, 2004, il fatto di scrivere dei pensieri ed emozioni più profonde riguardo ai propri traumi o eventi negativi e dolorosi, indurrebbe un miglioramento dell’umore, un atteggiamento più positivo e una migliore salute fisica, favorendo anche l’efficienza personale e un atteggiamento più positivo verso gli eventi e le relazioni interpersonali.

Nella loro ampia rassegna di studi sperimentali, questi autori hanno messo in luce come lo scrivere, incideva positivamente su alcuni indicatori fisiologici quali:

  • la frequenza cardiaca;
  • la pressione sanguigna;
  • aumento dei linfociti-T del sistema immunitario;
  • sistema nervoso autonomo.

Non solo, ma oltre a questi, lo scrivere risultava benefico per molte problematiche psicologiche quali:

  • stress e ansia: permettendo un’espressione delle emozioni inibite e nuove modalità di affrontare le situazioni ansiogene e stressanti;
  • depressione: favorendo pensieri, sentimenti più positivi e nuove modalità di coping e di problem solving;
  • disturbo post traumatico da stress: facilitando una diminuzione dei sintomi del disturbo;
  • difficoltà emotive in pazienti con cancro: permettendo un miglioramento dell’umore attraverso l’espressione degli stati d’animo dolorosi;
  • disturbi del comportamento alimentare: inducendo un miglioramento nella propria immagine corporea ed una diminuzione dei sintomi del disturbo;
  • alessitimia: permettendo un miglioramento dell’inibizione emotiva;
  • difficoltà nelle relazioni sociali: favorendo una migliore comunicazione interpersonale.

Quali sono i meccanismi sottesi ai benefici dello scrivere?

benefici-scritturaOltre al fatto che lo scrivere permette una vera e propria catarsi emozionale, cioè un libero sfogo ad emozioni e stati d’animo, sono stati rilevati alcuni meccanismi alla base del potere benefico dello scrivere.

Pennebaker evidenziò i seguenti:

  • Inibizione: a causa dell’intensità emotiva di alcuni sentimenti ed emozioni dolorose, questi vengono inibiti; al contrario, il processo di confronto con le esperienze emotive attraverso la scrittura contrasta il lavoro fisico e mentale dell’inibizione; l’esprimere, infatti, attraverso le parole, le emozioni e le esperienze inibite comporta un miglioramento fisico e mentale e una riduzione del livello generale di stress e ciò permette di comprendere ed assimilare mentalmente un evento;
  • Processi cognitivi: lo scrivere  produce cambiamenti a livello cognitivo permettendo alla persona di organizzare e semplificare le esperienze ed emozioni ed attribuendo a queste una miglior struttura e significato, ciò permette di affrontare emotivamente l’evento e di riuscire a controllarlo; promuove una continua rielaborazione dei pensieri e sentimenti ed un’attribuzione di significato delle esperienze, contrastando così eventuali rimuginii mentali;
  • Integrazione sociale: l’espressione emotiva incide sul modo in cui le persone interagiscono nel loro contesto sociale, che, a sua volta, incide sul miglioramento del benessere psico-fisico.

Frattaroli, nel 2006, individuò un altro meccanismo:

  • Esposizione: scrivere permette di confrontarsi o rivivere pensieri e sentimenti inerenti alla propria esperienza negativa, tale continua esposizione condurrebbe a eliminare gradualmente questi pensieri e sentimenti riducendo sentimenti e pensieri intrusivi.

Nel 2002, Lepore, Greenberg, Bruno e Smyth riscontrarono un altro meccanismo alla base dello scrivere:

  • Regolazione delle emozioni:  lo scrivere faciliterebbe l’autoregolazione delle emozioni, permettendo un miglior controllo di queste e trasmettendo all’ individuo una maggiore auto efficacia, in quanto questo processo induce la sensazione che i traumi, gli eventi stressanti e i cambiamenti, possano essere maggiormente controllati, riducendo di conseguenza i sentimenti negativi e generando un miglior benessere psico-fisico.

Come si può notare quindi, l’azione di scrivere esprimendo noi stessi, le nostre emozioni e pensieri, sia riguardo eventi negativi che positivi, non è affatto una semplice azione, così scontata o priva di significato, ma anzi talmente importante e benefica, da essere per anni al centro di numerosi studi scientifici sperimentali, che hanno proprio confermato l’effetto positivo dello scrivere.

Sarebbe quindi davvero importante che ognuno di noi prenda l’abitudine di imparare a farlo, vista l’importanza degli effetti sulla salute psicofisica; senz’altro oggi l’uso dei social network favorisce in parte l’abitudine di scrivere di noi stessi con altre persone, ma forse sarebbe utile anche solo scrivere su un bel foglio di carta o perchè no su un caro e vecchio “diario”.

Per un approfondimento:

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